| Perché
è così difficile rinunciare
al ruolo della vittima e quindi anche
alla sofferenza?
Le malattie e i loro sintomi sono sempre più
frequentemente i mezzi attraverso i quali i “malati”
comunicano con la propria famiglia e con chi sta
loro intorno.
Il vantaggio irrinunciabile che
si ottiene tramite la malattia consiste in un’aumentata
attenzione da parte degli altri che diventa
il fattore determinante per il decorso cronico
di una malattia.
La sofferenza, espressa fisicamente attraverso
la malattia ed i suoi sintomi, è spesso
caratterizzata dalla passività: abbandonare
lo stato passivo significa diventare
attivi e cambiare, cioè lasci andare il
ruolo della vittima e prendersi le proprie
responsabilità. Non sempre ci
si sente abbastanza forti per affrontare i doveri
e gli impegni della vita. Un’altra comune
forma di sofferenza è quella dei discendenti
di vittime che si assumono il peso del dolore
di altri come fedeltà nei confronti dei
loro antenati, ma ci sono molte altre cause possibili
di somatizzazione.
Non sempre questo è un processo consapevole.
Le malattie che si fondano sugli irretimenti
nel sistema familiare sono molto più difficili
da riconoscere e spesso trovano la loro origine
in generazioni precedenti.
La malattia di una persona può influenzare
tutte le relazioni nel suo sistema sociale come
la famiglia, le persone a cui si è particolarmente
legati e l’ambito professionale. Le
relazioni e i posti dei singoli componenti della
famiglia hanno un significato fondamentale per
un maggiore benessere dell’intero sistema.
Lo strumento delle costellazioni permette
di portare alla luce quanto la malattia o il sintomo
condizionino la relazione con il partner, con
i figli, amici o colleghi, e di trovare
un modo nuovo e più “sano”
di entrare in relazione con loro.
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