Vivere i sentimenti degli altri come fossero propri

Nel labirinto intricato delle relazioni umane, ci troviamo spesso a navigare tra i sentimenti che non ci appartengono direttamente.

Raramente ce ne accorgiamo, ma ci avvolgono come nebbia fitta, influenzando le nostre percezioni e le nostre scelte. L’esperienza di vivere i sentimenti altrui, come descritta da molti esperti di psicologia e psicoterapia, rivela uno scenario complesso di identificazione e trasmissione emotiva.

Attenzione, non stiamo parlando di empatia, che è una capacità sana e molto utile per instaurare relazioni fisiologiche. L’empatia è la capacità di comprendere e condividere i sentimenti, le esperienze e le prospettive emotive degli altri. È la capacità di mettersi nei panni degli altri e comprendere il loro punto di vista, pur rimanendo coscienti che i sentimenti degli altri non sono i nostri. Il problema sorge quando, privi di un’adeguata consapevolezza emotiva, i sentimenti altrui diventano sostituti, assunti involontariamente quando entriamo in contatto profondo con un altro individuo o con un sistema di relazioni complesso.

Questi sentimenti possono manifestarsi come voci interne che non ci appartengono, ma che tuttavia ci influenzano profondamente. Si tratta di un fenomeno complesso e spesso problematico che può condizionare profondamente la nostra vita emotiva e relazionale. Questo processo può manifestarsi in modi diversi e può avere implicazioni significative.

In primo luogo, il fatto di assumere involontariamente i sentimenti degli altri può portare a una confusione emotiva e a una mancanza di consapevolezza delle nostre vere emozioni. Questo può rendere difficile comprendere le nostre reazioni e le nostre risposte emotive, poiché ci troviamo ad agire e a reagire in base a sentimenti che non ci appartengono veramente.

Inoltre, il vivere costantemente con le emozioni altrui può generare stress e tensione emotiva, poiché siamo costantemente esposti a una gamma di sentimenti che possono essere discordanti o opprimenti. Sentimenti a cui non riusciamo a dare spiegazione. Questo può compromettere il nostro benessere psicologico e la nostra capacità di affrontare le sfide quotidiane con resilienza e equilibrio emotivo.

Vivere con emozioni non autentiche può anche compromettere la qualità delle nostre relazioni interpersonali. Quando non siamo consapevoli delle nostre vere emozioni e ci relazioniamo agli altri attraverso il filtro delle emozioni altrui, rischiamo di creare dinamiche relazionali disfunzionali e poco genuine. Questo può portare a incomprensioni, conflitti e distanza emotiva nelle nostre relazioni più intime e significative.

Questi sentimenti non espressi, se non elaborati, possono diventare barriere emotive che ostacolano il nostro benessere psicologico e le nostre relazioni interpersonali. Ci troviamo così a vivere con sensazioni di stress, irritazione e perdita di speranza, cercando di risolvere qualcosa che, in realtà, non appartiene al nostro vissuto diretto.

Due esempi: la famiglia e il lavoro

Un esempio illuminante di questo fenomeno può emergere nell’ambito delle dinamiche familiari. Tra le generazioni di una famiglia, la trasmissione di credenze e percezioni può plasmare profondamente le nostre prospettive sul mondo e sulle relazioni. Prendiamo ad esempio il caso di una madre divorziata che nutre convinzioni negative sugli uomini, percependoli come inaffidabili e privi di valore. Queste credenze, trasmesse implicitamente o esplicitamente alla figlia, possono condizionare le sue scelte amorose future e le sue stesse percezioni sugli uomini.

La figlia, proverà sentimenti ed emozioni che non originano da lei stessa, ma che ha “ereditato” dalla madre. La figlia, per fedeltà alla madre e influenzata dalle sue convinzioni, potrebbe essere incline a scegliere partner che confermano queste percezioni negative sugli uomini. In questo modo, il ciclo delle credenze si ripete, confermando e rafforzando le convinzioni radicate nella famiglia d’origine.

Oltre alle dinamiche familiari, l’esperienza di vivere i sentimenti altrui può manifestarsi in una varietà di contesti sociali e relazionali, delineando una complessa rete di influenze emotive che plasmano il nostro mondo interiore. Immaginiamo una situazione lavorativa in cui un individuo si trova immerso in un ambiente caratterizzato da tensioni e rivalità. Sebbene queste tensioni possano non essere direttamente legate alle proprie esperienze personali, l’individuo potrebbe assimilarle e farle proprie, percependole come parte integrante della propria realtà lavorativa.

Ad esempio, un dipendente potrebbe ritrovarsi a vivere un costante senso di minaccia e competizione sul posto di lavoro, talvolta anche cambiando lavoro, nonostante queste sensazioni non derivano da esperienze dirette o personali del momento. Le dinamiche relazionali e la cultura aziendale possono trasmettere implicitamente questi sentimenti di sfiducia e rivalità, influenzando profondamente il modo in cui l’individuo interpreta e naviga il proprio ambiente lavorativo.

Portare alla consapevolezza gli schemi emotivi

In questo contesto, i sentimenti altrui diventano una sorta di filtro emotivo attraverso il quale l’individuo interpreta le proprie esperienze e interazioni. Le convinzioni e le percezioni non espresse da sé stessi possono esercitare un potente impatto sul nostro benessere emotivo e sulla nostra capacità di relazionarci in modo sano e autentico. Ereditare e fare propri dei sentimenti altrui può condizionare le nostre scelte e le nostre relazioni, creando un ciclo autoperpetuante di credenze e comportamenti.

Cosa possiamo fare? La consapevolezza di queste influenze emotive può costituire il primo passo verso la trasformazione e il cambiamento personale. Attraverso un processo di auto-riflessione e esplorazione emotiva, possiamo mettere in discussione le nostre convinzioni radicate e sviluppare una maggiore consapevolezza delle nostre emozioni ed esperienze interiori.

L’approccio delle costellazioni familiari può offrire uno sguardo genuino nelle dinamiche interne di queste relazioni complesse. Attraverso la rappresentazione visiva delle relazioni familiari (così come per le relazioni sentimentali o lavorative) e l’esplorazione dei sentimenti profondi, si possono individuare le radici dei nostri schemi emotivi e delle nostre convinzioni inconsce.

Il passo successivo: il coraggio di cambiare

La consapevolezza di queste dinamiche è il primo passo ma non è sufficiente per il cambiamento. È necessario un processo di accettazione e comprensione profonda e anche un po’ di coraggio per intraprendere strade diverse da quelle sempre percorse. Vedere e sentire l’origine dei nostri problemi emotivi ci offre la possibilità di intraprendere un viaggio di auto-scoperta e di trasformazione personale.

Vivere i sentimenti altrui è naturale e appartiene ad ognuno di noi. Tutti noi abbiamo ereditato dai nostri antenati non solo i tratti genetici, ma anche i sentimenti e le emozioni. Attraverso la consapevolezza, la comprensione e il coraggio di affrontare le nostre radici, possiamo liberarci dagli schemi limitanti e intraprendere un cammino di autenticità consapevole.